Allegati

 

 

Fausto Sassi - Sparizioni

Spazio Espositivo Imagoars
Cannaregio, campo del Ghetto Vecchio, 1145 - Venezia

dal 1 al 18 Ottobre 2013

inaugurazione 1 ottobre alle ore 17.00

 

Per comprendere il senso del lavoro fotogratico che Fausto Sassi presenta in questa mostra è probabilmente utile leggerlo nella sequenza di esperienze che l’autore ha potuto compiere con le diverse tecniche della riproduzione dell’immagine (telecamera e fotocamera).

ll lavoro con le immagini, sia fisse che in movimento, e in particolare con il messaggio, con il signiticato, con la capacità evocativa, che le immagini sono in grado di trasmettere, costituisce il fil rouge della sua carriera professionale: dal 1962 è infatti attivo come regista televisivo presso la TSI - Televisione della Svizzera Italiana - dove ha lavorato tino al 2002, realizzando oltre 2000 servizi dei generi più svariati (documentaristica, varietà, sport, intrattenimento e fiction).

 
ll confronto dialettico tra “flgurativo” e “astratto” attraversa la storia dell’arte europea
del Novecento, periodo nel corso del quale una cospicua parte di artisti ha esplorato le potenzialità di un progressivo allontanamento dalla rappresentazione di un soggetto reale, più o meno riconoscibile. Dai quadri en plein air degli impressionisti francesi, ai ritratti deformati da diversi punti di vista simultanei e dalla geometrizzazione del soggetto che hanno caratterizzato Ia pittura cubista, i diversi artisti hanno interpretato un soggetto reale, tino al momento della rottura che coincide con la nascita dell’ astrattismo.

 
La fotogratia è spesso considerata come strumento per la rappresentazione “oggettiva” della realtà. ll lavoro di Fausto Sassi ce ne propone un’interpretazione alternativa: da strumento figurativo, atto a documentare antropologicamente e geograficamente l’esperienza esteriore, la fotogratia si trasforma in raftigurazione più astratta, emotiva, a denotare il consolidarsi della coscienza di un livello comunicativo della rafligurazione “diverso”.

 
Le immagini di questa esposizione ci parlano della distanza dalla convenzionale “fotografia figurativa” proponendoci la scoperta delle potenzialità dell’astrazione. Pur raffigurando soggetti reali l’autore ci offre immagini inconoscibili, rarefatte, misteriose, fissate dall’alchimia dell’istante che è il frutto della combinazione del reale con un movimento che non è quello del soggetto raffigurato, quello del fotografo che muove l’apparecchio per la produzione dell’immagine - che non è più solamente una macchina fotogratica ma si trasforma in una sorta di sintesi espressiva tra telecamera e fotocamera. Ciò che risulta da questa pratica sono le fotogratie che possiamo ammirare: trasfigurazioni di una realtà riproposta da immagini astratte, forse capaci di comunicare, a chi vuole osservarle, l’imminenza di una qualche rivelazione.

 

Enrico Sassi

 

 

Espone

 

Fausto Sassi

Nato a Lugano il 27 febbraio del 1938 (...)